Lorenzo Manigrasso  
   TARANTO - L'ANGOLO DEI RICORDI Lorenzo Manigrasso racconta ...
 Carnevale 2006
Ho visto draghi che sputano fuoco,  ho visto orrendi orchi famelici, ho visto il cavalier Berlusconi con tutta la sua splendida dentiera, ho visto il gentleman Bertinotti, ho visto  l'onorevole Massimo D'Alema con i sui baffetti da sparviero, ho visto una gigantesca mortadella con il visone del prof.  Prodi, ho visto Pegoraro Scannio, Rutelli,   Fini, Casini, Fassino, e tanti altri  che, come iene voraci anno attorniato lo Stivale  azzannandolo da tutti i lati con avidità facendone scempio.
Non era un sogno o un incubo e neppure una puntata di Porta a Porta. Semplicemente. E' arrivato Carnevale con tutti i suoi "mostri" di cartapesta, è con tutto il suo carico di freddo e di influenze.
Quest'anno è arrivata anche la "viaria" provocando un vero sterminio di volatili e pollame in mezzo Continente, con il terrore del pericolo per l'uomo.
Al  gelo, si aggiunge la crisi energetica facendo aumentare sensibilmente le spese domestiche per riscaldarsi e cucinare.
Come se tutto questo non bastasse, ancora una volta ci troviamo a fare i conti con le " elezioni politiche".
In questo carnevale c'è poco da ridere. Per la scarsa disponibilità saranno in pochi quelli che si potranno permettere di andare al Carnevale di Venezia o a quello di Viareggio e in tv non ci sarà spazio neppure per un film, occupata come sarà  d'all' "isola dei famosi", dalla "casa del grande fratello", dal "treno dei desideri", da i "saranno famosi" e "strano amore".  Il restante spazio è e sarà sempre più occupato dalla politica.
L'unico divertimento che avremo saranno le "tribune politiche".  I partecipanti ci faranno tanto ridere  con le loro promesse. Eh si, perché il Carnevale, ormai è una festa tutta loro,  la campagna elettorale è l'occasione che tutti i politici. Aspettano con ansia per interpretare una parte che non è la loro, per dare voce e visibilità a tutte quelle attese e fantasie che sono anche di noi elettori. Speriamo sempre di votare per l' alleanza giusta, per il partito giusto, per l'uomo giusto ma, ogni volta restiamo delusi.
Infondo, infondo, cosa veramente vogliamo noi elettori? Desideriamo solo di avere due schieramenti opposti, composti di politici seri. Un centro destra e un centro sinistra che, allo scadere del mandato, quello uscente presenta all'elettorato il consuntivo del suo operato, mentre, gli aspiranti governanti presentano " un chiaro programma" come preventivo, senza insulti e senza lancio di gavettoni di letame.
Quanto è bella l'onesta chiarezza che a tutti manca, tuttavia, chi vuol essere lieto sia, del domani non v'è certezza. I politici hanno imboccato questa via e senza regole, fregano chi che sia.
Noi elettori, pur essendo potenti con il nostro voto, non possiamo approfittarne per scegliere un governo serio che si dedica anche all'interesse del cittadino. Poveri noi, dove andiamo a scovare politici con queste doti? E quindi ci affidiamo alle simpatie e alle nostalgie di questo o quel partito. di questo o quel politico. Il politico che più saprà fare il "Carnevale" facendoci ridere più degli altri, vince le elezioni e avremo un altro governo "tutto da ridere" e quindi godiamoci la presente atmosfera giocosa del Carnevale, nell'incertezza del futuro, nell'amaro presentimento che il domani non avrà mai gli stessi colori dell'oggi.
Ancora una volta avremo modo di ripetere l'eterno: «Si stava meglio quando si stava peggio».
Ed è questo il significato più profondo di queste riflessioni che per esporle ho preso spunto dalle maschere del Carnevale viste, in parte nella tv di Stato e in parte in una sfilata di carri di un paesino vista in una tv privata. Una festa che affonda le sue radici nelle nostre tradizioni più remote.
Per i nostri politici, in qualunque stagione si presenta una campagna elettorale, per loro, è sempre carnevale, dando vita a quel gioco delle parti cui Pirandello avrebbe conferito un valore profondissimo e inquietante. Per la durata delle campagna elettorale, i politici, vivono l'ebbrezza del mascheramento per meglio gabbare l'elettore. Le maschere così sapientemente elaborate si presentano nelle piazze e più ancora in tv.
Negli anni '46/'60, i politici andavano per le case, ove bussavano e offrire, in cambio del voto, , spaghetti e fiaschi d'olio, (fortunatamente non di ricino).
Passata la festa gabbato lu Santu. I Carnevali e le Quaremme,  nel linguaggio comune, politici uomini e donne, diventano rispettivamente "Governo e Opposizione" incapaci e inetti per far fede alle promesse fatte durante la campagna elettorale ma;  Governo e Opposizione, si rivelano molto attivi per gli interessi dei loro partiti, dei loro  "Compari faccendieri" e per il rigonfiamento dei propri portafogli.

«Negli anni '70, '90, c'è stato un proliferare di faccendieri, l'onestà veniva scambiata per stupidità. Il disonesto veniva ammirato per uno che ci sa fare. Succedeva anche nelle famiglie  che la moglie o i figli, riprendevano il marito o il papà, rimproverandolo: Tu e la tua mania di onestà! Dopo una vita onesta di lavoro cosa ti ritrovi in mano? Guarda Tizio, in pochi anni si è fatto la villa e viaggia in Ferrari!
E quanti capi mafia vi erano in circolazione. Andavano al cinema, al ristorante, a teatro e al loro passaggio la gente ammiccava ammirata. Quello si che ci sa fare. E la polizia? La polizia doveva fare salti mortali per non arrestarli». ( di Pino Caruso).

«Come esistono oratori balbuzienti, umoristi tristi, parrucchieri calvi potrebbero esistere benissimo anche politici onesti». (Dario Fo).

« Cicciolina è stata l'unico uomo politico a farsi fare quello che altri uomini politici hanno fatto agli italiani». (Giorgio Faletti).

«Presidente Berlusconi, cosa pensa di fare per il debito pubblico?
Assolutamente niente! E' abbastanza grande per cavasela da solo». ( Anonimo).

«Non sono andato a votare e mi vergogno. L'ho fatto per protesta. Ma poi ho scoperto che si dividono anche i voti degli assenti e che le nulle, si quelle schede su cui scrivo " vaffanculo". Si sono divisi anche i vaffanculo, 30% alla Dc. 17%  Pds ecc.»  (Beppe Grillo».
«Il Parlamento? Ho sì, ci sono stato. Un uomo parla, nessuno l'ascolta e poi tutti gridano che è uno stronzo».  (Anonimo).

IL REGIME POLITICALLY CORRECT
«Il filosofo Thomas Hobbes avvisò i posteri che è quasi sempre inutile denunciare i rischi di "REGIME" Quando si comincia a capirlo, si è già dentro fino al collo»   (Panorama).

«Più di ogni altra occasione nella storia, l'elettorato italiano si trova di fronte a un trivio:
votare a destra, conduce alla "Dittatura Nera";
votare a sinistra, conduce alla "Dittatura Rossa";
votare al Centro, neri e rossi li avremo addosso.
Preghiamo di avere la "saggezza" do compiere la corretta scelta! (Ma perché cambia qualcosa?).
(Anonimo)
« Se le cose in Italia non vanno, è colpa nostra.
Lo Stato, siamo noi e, se lo Stato è nostro, anche i partiti e il Governo sono "Cosa Nostra". (Anonimo)

Il Carnevale Politico termina il 9 aprile. Entro il 13, conosceremo il carro vincente e la Maschera che andrà ad occupare Palazzo Chigi.

Elezioni
Lorenzo Manigrasso  lorenzo@manigrasso.it  www.manigrasso.it