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Ho visto draghi che sputano fuoco, ho visto orrendi
orchi famelici, ho visto il cavalier Berlusconi con tutta la sua
splendida dentiera, ho visto il gentleman Bertinotti, ho
visto l'onorevole Massimo D'Alema con i sui baffetti da
sparviero, ho visto una gigantesca mortadella con il visone del
prof. Prodi, ho visto Pegoraro Scannio,
Rutelli, Fini, Casini, Fassino, e tanti altri
che, come iene voraci anno attorniato lo Stivale
azzannandolo da tutti i lati con avidità facendone scempio.
Non era un sogno o un incubo e neppure una puntata di Porta a
Porta. Semplicemente. E' arrivato Carnevale con tutti i suoi
"mostri" di cartapesta, è con tutto il suo carico di
freddo e di influenze.
Quest'anno è arrivata anche la "viaria" provocando un
vero sterminio di volatili e pollame in mezzo Continente, con il
terrore del pericolo per l'uomo.
Al gelo, si aggiunge la crisi energetica facendo aumentare
sensibilmente le spese domestiche per riscaldarsi e cucinare.
Come se tutto questo non bastasse, ancora una volta ci troviamo a
fare i conti con le " elezioni politiche".
In questo carnevale c'è poco da ridere. Per la scarsa
disponibilità saranno in pochi quelli che si potranno permettere
di andare al Carnevale di Venezia o a quello di Viareggio e in tv
non ci sarà spazio neppure per un film, occupata come
sarà d'all' "isola dei famosi", dalla "casa
del grande fratello", dal "treno dei desideri", da
i "saranno famosi" e "strano amore". Il
restante spazio è e sarà sempre più occupato dalla politica.
L'unico divertimento che avremo saranno le "tribune
politiche". I partecipanti ci faranno tanto
ridere con le loro promesse. Eh si, perché il Carnevale,
ormai è una festa tutta loro, la campagna elettorale è
l'occasione che tutti i politici. Aspettano con ansia per
interpretare una parte che non è la loro, per dare voce e
visibilità a tutte quelle attese e fantasie che sono anche di
noi elettori. Speriamo sempre di votare per l' alleanza giusta,
per il partito giusto, per l'uomo giusto ma, ogni volta restiamo
delusi.
Infondo, infondo, cosa veramente vogliamo noi elettori?
Desideriamo solo di avere due schieramenti opposti, composti di
politici seri. Un centro destra e un centro sinistra che, allo
scadere del mandato, quello uscente presenta all'elettorato il
consuntivo del suo operato, mentre, gli aspiranti governanti
presentano " un chiaro programma" come preventivo,
senza insulti e senza lancio di gavettoni di letame.
Quanto è bella l'onesta chiarezza che a tutti manca, tuttavia,
chi vuol essere lieto sia, del domani non v'è certezza. I
politici hanno imboccato questa via e senza regole, fregano chi
che sia.
Noi elettori, pur essendo potenti con il nostro voto, non
possiamo approfittarne per scegliere un governo serio che si
dedica anche all'interesse del cittadino. Poveri noi, dove
andiamo a scovare politici con queste doti? E quindi ci affidiamo
alle simpatie e alle nostalgie di questo o quel partito. di
questo o quel politico. Il politico che più saprà fare il
"Carnevale" facendoci ridere più degli altri, vince le
elezioni e avremo un altro governo "tutto da ridere" e
quindi godiamoci la presente atmosfera giocosa del Carnevale,
nell'incertezza del futuro, nell'amaro presentimento che il
domani non avrà mai gli stessi colori dell'oggi.
Ancora una volta avremo modo di ripetere l'eterno: «Si stava
meglio quando si stava peggio».
Ed è questo il significato più profondo di queste riflessioni
che per esporle ho preso spunto dalle maschere del Carnevale
viste, in parte nella tv di Stato e in parte in una sfilata di
carri di un paesino vista in una tv privata. Una festa che
affonda le sue radici nelle nostre tradizioni più remote.
Per i nostri politici, in qualunque stagione si presenta una
campagna elettorale, per loro, è sempre carnevale, dando vita a
quel gioco delle parti cui Pirandello avrebbe conferito un valore
profondissimo e inquietante. Per la durata delle campagna
elettorale, i politici, vivono l'ebbrezza del mascheramento per
meglio gabbare l'elettore. Le maschere così sapientemente
elaborate si presentano nelle piazze e più ancora in tv.
Negli anni '46/'60, i politici andavano per le case, ove
bussavano e offrire, in cambio del voto, , spaghetti e fiaschi
d'olio, (fortunatamente non di ricino).
Passata la festa gabbato lu Santu. I Carnevali e le
Quaremme, nel linguaggio comune, politici uomini e donne,
diventano rispettivamente "Governo e Opposizione"
incapaci e inetti per far fede alle promesse fatte durante la
campagna elettorale ma; Governo e Opposizione, si rivelano
molto attivi per gli interessi dei loro partiti, dei loro
"Compari faccendieri" e per il rigonfiamento dei propri
portafogli.
«Negli anni '70, '90, c'è stato un proliferare di faccendieri,
l'onestà veniva scambiata per stupidità. Il disonesto veniva
ammirato per uno che ci sa fare. Succedeva anche nelle
famiglie che la moglie o i figli, riprendevano il marito o
il papà, rimproverandolo: Tu e la tua mania di onestà! Dopo una
vita onesta di lavoro cosa ti ritrovi in mano? Guarda Tizio, in
pochi anni si è fatto la villa e viaggia in Ferrari!
E quanti capi mafia vi erano in circolazione. Andavano al cinema,
al ristorante, a teatro e al loro passaggio la gente ammiccava
ammirata. Quello si che ci sa fare. E la polizia? La polizia
doveva fare salti mortali per non arrestarli». ( di Pino
Caruso).
«Come esistono oratori balbuzienti, umoristi tristi,
parrucchieri calvi potrebbero esistere benissimo anche politici
onesti». (Dario Fo).
« Cicciolina è stata l'unico uomo politico a farsi fare quello
che altri uomini politici hanno fatto agli italiani». (Giorgio
Faletti).
«Presidente Berlusconi, cosa pensa di fare per il debito
pubblico?
Assolutamente niente! E' abbastanza grande per cavasela da
solo». ( Anonimo).
«Non sono andato a votare e mi vergogno. L'ho fatto per
protesta. Ma poi ho scoperto che si dividono anche i voti degli
assenti e che le nulle, si quelle schede su cui scrivo "
vaffanculo". Si sono divisi anche i vaffanculo, 30% alla Dc.
17% Pds ecc.» (Beppe Grillo».
«Il Parlamento? Ho sì, ci sono stato. Un uomo parla, nessuno
l'ascolta e poi tutti gridano che è uno stronzo».
(Anonimo).
IL REGIME POLITICALLY CORRECT
«Il filosofo Thomas Hobbes avvisò i posteri che è quasi sempre
inutile denunciare i rischi di "REGIME" Quando si
comincia a capirlo, si è già dentro fino al collo»
(Panorama).
«Più di ogni altra occasione nella storia, l'elettorato
italiano si trova di fronte a un trivio:
votare a destra, conduce alla "Dittatura Nera";
votare a sinistra, conduce alla "Dittatura Rossa";
votare al Centro, neri e rossi li avremo addosso.
Preghiamo di avere la "saggezza" do compiere la
corretta scelta! (Ma perché cambia qualcosa?).
(Anonimo)
« Se le cose in Italia non vanno, è colpa nostra.
Lo Stato, siamo noi e, se lo Stato è nostro, anche i partiti e
il Governo sono "Cosa Nostra". (Anonimo)
Il Carnevale Politico termina il 9 aprile. Entro il 13,
conosceremo il carro vincente e la Maschera che andrà ad
occupare Palazzo Chigi.
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